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Impiallacciare: "incollare su una superficie di legno un foglio sottile di altro legno più pregiato"
L'arte dell'impiallacciare risale al periodo rinascimentale quando era diffusa la pratica del rivestire un mobile in massello non pregiato con fogli di essenze (tipo di legno) nobili (es noce, mogano, ecc.). I fogli si ottenevano tagliando il tronco in strati di 4 ai 6 mm. Successivamente venivano incollati e fissati con piccoli chiodini senza testa. Ai primi dell'ottocento, con la meccanizzazione, lo spessore dei fogli si ridusse moltissimo, raggiungendo 0.5 mm. Sul finire del secolo la tecnica consenti di ridurre ancora lo spessore del foglio, permettendo più agevoli lavorazioni. La caratteristica del lavoro di impiallacciatura è quella di presentare disegni ripetitivi dovuti alla stessa corrispondenza di un particolare di venatura sul tronco. Abilissimi impiallacciatori hanno realizzato, con l'utilizzo di disegni simmetrici dei lavori di straordinaria bellezza. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Taglio mediante tranciatura
Un coltello montato su un carrello taglia il legno contro fibra.
Tranciatura "sul piatto"
(falso quarto, quarto all'italiana)
Tranciatura "sul quarto" o "terzo"
(quarto alla francese)
Tranciatura "sul quarto alla svedese"
(quarto alla svedese)
Taglio mediante sfogliatura
Un coltello parallelo all'asse del tronco si avvicina al suo centro attraverso la rotazione del tronco.
Sfogliatura "centrata"
Sfogliatura eccentrica "sul piatto"
Sfogliatura eccentrica "sul quarto"
(semisfogliato) ![]() ![]() ![]() |